Tipi di Baffi: 5 Stili da Conoscere e Tagli

Esistono davvero tanti stili di baffi, alcuni più azzardati e bizzarri di altri, ma tutti con una qualità in comune: quella di dare al proprio aspetto un tocco caratteristico non irrilevante.

Sentirsi a proprio agio con il tipo di baffo giusto è fondamentale, per questo motivo non sempre la forma che più ci piace su qualcuno, risulterà quella adatta a noi.

Vediamo quindi i cinque tipi più comuni di baffo, anche se le possibilità sono davvero tante, ed ognuna di queste presenta delle peculiarità specifica.

Tipi di Baffi

Baffi naturali

I baffi naturali sono il primo passo per chi ha deciso di farseli crescere.

Si adattano in modo perfetto alla forma del viso e non richiedono grandi accorgimenti per delinearne l’aspetto e la forma, visto che sono, come dice il nome stesso, ottimi per un look tradizionale che non passerà mai di moda.

La loro manutenzione è minima, ma occorre anche per loro un mento e guance sbarbati per evidenziarli al massimo.

Baffi a manubrio

Questa tipologia di baffi è piuttosto ambita. Quando i baffi naturali hanno esaurito il loro percorso di crescita e il look che si vorrebbe dargli è quello artistico, i baffi a manubrio si prestano perfettamente a tale esigenza.

Tuttavia, per riuscire ad ottenere un risultato soddisfacente, bisogna avere pazienza e non poca dedizione, soprattutto in un primo periodo.

Non basterà infatti arricciare l’estremità dei peli, credenza comune e errata, in quanto il lavoro di arricciamento dovrà essere costante e addirittura praticato più volte al giorno.

Una curiosità: i baffi a manubrio vengono anche spesso ricreati sul volto di uomini che prediligono lo stile di barba hipster.

La loro forma varierà in base al look che si desidera ottenere, ma il principio rimane lo stesso.

Baffi alla francese

Pure in questo caso ci troviamo di fronte ad uno stile abbastanza particolare.

La forma dei baffi alla francese è eccentrica, elaborata e creativa.

I peli infatti, possono arrivare ad avere delle lunghezze piuttosto importanti e difficili da non notare.

Le estremità vengono spesso arricciate su se stesse, ma ciò che li contraddistingue, è la quantità di peluria che li costituisce.

Se si desiderate provare questo look, si dovrà prestare estrema attenzione all’igiene della peluria.

Baffi da sparviero

I baffi da sparviero sono un look piuttosto raro da trovare sul viso di un uomo, ma la loro maggior espansione avvenne intorno agli anni ’40, forse per questo risulta una moda quasi impolverata da altri stili, considerati più moderni.

Riconoscibilissimi anche come baffi a pennetta, si prestano particolarmente agli uomini che hanno le labbra voluminose e le guance leggermente esposte,

Inoltre, poiché rappresentano un’epoca molto lontana dalla nostra, rimangono difficili da portare, anche se molto semplici da ottenere.

Baffi alla Dalì

I baffi alla Dalì, sono sottili e seguono invece la linea delle labbra: diventeranno sinuosi e quasi eleganti se si lasceranno crescere le estremità, arricciandole leggermente.

Una dose di eccentricità aiuterà anche a portarli.

Se il viso è paffuto o magro fa ben poca differenza, inoltre l’accoppiata baffi e pizzetto rappresenta sempre un vero e proprio classico.

Anche un accenno di barba sul mento, evitando eccessivi tratti di pelle coperta, sarà l’abbinamento perfetto per questa tipologia di baffo.

Come curare i baffi

Ogni due o tre giorni sistemateli utilizzando delle forbicine per eliminare la ricrescita e cercando di mantenere la simmetria tra sinistra e destra.

Importante è assicurarsi di avere il resto del viso totalmente rasato o almeno curato.

Per tagliare i baffi, ad ogni modo, si consiglia almeno all’inizio l’aiuto di un professionista, per capire in che modo fare sì che i vostri baffi valorizzino il volto dando un aspetto preciso al proprio look.

Due sono i prodotti necessari per i baffi sempre in salute: il balsamo e l’olio da barba, entrambi fondamentali per nutrire e ammorbidire i peli, oltre alla scelta di accoppiare il proprio baffo allo stile di barba giusto, a seconda della propria fisionomia.

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